Se quest’anno Venezia è nei tuoi programmi, marzo potrebbe essere un’ottima scelta. Se sei fortunato ci sarà tempo buono, forse un po’ freschetto qualche volta, ma potrai ancora girare per le calli senza la massa dei visitatori che si riverserà in città durante l’estate. Ma cosa puoi fare a marzo a Venezia? Occasioni ce ne sono molte, come sempre. Il Carnevale è agli sgoccioli, finisce il 5 marzo, e se non ami la folla ti consiglierei di evitare proprio il weekend clou.
Venezia da Sacca Fisola
Dal 6 al 10 marzo torna Lo Schermo dell’Arte Film Festival presso il teatrino di Palazzo Grassi. Tutti i film sono proiettati in lingua originale e con sottotitoli in italiano e l’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Giunto al suo sesto anno di programmazione, il festival propone la visione di documentari sui protagonisti del mondo dell’arte oltre a film d’artista. Dal 7 marzo torna il Salotto Improvvisato presso l’Hotel Londra Palace con Patrizia Laquidar. La partecipazione al Salotto è gratuita ma si deve assolutamente prenotare. Come nasce un brano musicale? Da dove prendono ispirazione i compositori? Come sviluppano le loro idee? “Il Salotto Improvvisato” – rassegna di 6 incontri, dal 7 marzo al 16 maggio 2019, tutti di giovedì alle 19 nel “salotto improvvisato” dell’Hotel Londra Palace di Venezia (lì dove Tchaikovsky ha composto la Sinfonia n.4), ideata dalla giornalista Elena Ferrarese, curata e moderata dal critico musicale Enrico Bettinello ed il musicologo Veniero Rizzardi – vuole risvegliare l’interesse, la curiosità per il processo creativo.
Patrizia Laquidara, protagonista del primo Salotto Improvvisato del 2019 all’Hotel Londra Palace
L’8 marzo, in occasione della Festa della Donna, Palazzo Grimani ha organizzato una visita guidata tematica dal titolo “Da Callisto ad Agrippina, Ritratti di donna al tempo dei Grimani“. La visita guidata alle decorazioni del palazzo, con particolare riguardo alle figure femminili rappresentate, sarà alternata a momenti di ascolto musicale grazie agli intermezzi curati dalla SMAV Scuola di Musica Antica Venezia diretta da Marco Rosa Salva. Sempre 8 marzo presso Ca’ Pesaro in occasione dell’8 Marzo, la Fondazione Musei Civici Venezia ospita il primo ‘Wall of Dolls‘ della città lagunare, allestito presso la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. Alla presentazione interverranno Giusy Versace e Francesca Carollo. L’idea del muro nasce a MIlano nel 2013 quando la conduttrice televisiva Jo Squillo volle rappresentare le vittime del femminicidio. Le bambole che saranno presentate al pubblico, sono state realizzate nei mesi scorsi dagli studenti del Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia, grazie alla collaborazione con il Dipartimento Servizi Educativi MUVE. La collezione è arricchita anche da alcune bambole preziose realizzate da celebri stilisti e arrivate da Milano grazie alla disponibilità di Giusy Versace e alla partecipazione di Class TV Moda. Se ti piace la fotografia, dal 20 marzo si apre presso la Casa dei Tre Oci una mostra dedicata finalmente ad una fotografa. Si tratta di Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita. Il percorso espositivo, ordinato tematicamente, si focalizza su quegli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva più caratteristica di Letizia Battaglia, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea. I ritratti di donne, di uomini o di animali, o di bimbi, sono solo alcuni capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città come Palermo, e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte, sull’amore e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica.
– Letizia Battaglia, La bambina con il pallone, Quartiere La Cala, 1980, Palermo © Letizia Battaglia
Il 22 marzo, presso le Stanze del Vetro presso l’Isola di San Giorgio la stagione espositiva si apre con la mostra “Maurice Marinot. Il vetro, 1911-1934″.C La mostra raccoglie 200 opere grazie a prestiti che giungeranno a Venezia da tutto il mondo: si farà luce finalmente sulle opere di questo artista-vetraio non così conosciuto dal grande pubblico. Il rapporto col vetro diviene negli anni sempre più fisico, quasi una lotta a due con la materia. Marinot arriva a padroneggiare la tecnica e, a partire dal 1922-1923, soffia egli stesso creando pezzi unici dalle forme originali e dalle colorazioni raffinatissime. Passa da forme pulite dalle superficie lisce, che giocano con le bolle d’aria sospese nello spessore, a flaconi e vasi che incide con tagli profondi, o corrode con lunghi passaggi nell’acido. Anche quando mantiene il vetro trasparente, sottolineando la fluidità della massa lavorata a caldo, permane una forte sensualità tattile. Marinot ha letteralmente inventato un nuovo tipo di vetro, spesso, pesante e come egli stesso lo definì “carnoso”, confermandosi come un modello per designer e maestri vetrai.
M. Marinot, vetri della collezione del Musée des Beaux Arts di Troyes, © Olivier Frajman Photographe
Il 24 marzo apre a Palazzo Grassi la mostra dedicata all’artista Luc Tuymans – La Pelle. L’artista, uno dei più interessanti del panorama internazionale, creerà , come hanno già fatto altri artisti in passato, per la mostra un’opera site specific, realizzata per gli spazi di Palazzo Grassi. Lo stesso giorno riapre anche Punta della Dogana con la mostra Luogo e Segni”, a cura di Martin Bethenod, direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana, e Mouna Mekouar, curatrice indipendente. La mostra riprende il nome dell’opera di Carol Rama presente in mostra e riunisce circa 30 artisti le cui opere di rivolgono al contesto urbano, sociale, politico, storico e intellettuale. E per concludere, dal 28 marzo avremmo occasione di tornare in un museo purtroppo non molto visitato ma sicuramente interessante: a Casa di Carlo Goldoni apre una mostra dedicata alla Antiche Marionette. Queste piccole opere d’arte provengono dal Museo Civico d’Arte Industriale – Palazzo Davia Bargellini di Bologna e la loro visione consente di apprezzare esemplari unici nel loro genere. Usate per intrattenere spesso portavano in scena anche elementi di valore educativo e sociale.
Venezia – Ghetto
Mostre che continuano e che non potete perdere “Canaletto e Venezia” a Palazzo Ducale “Futuruins” a Palazzo Fortuny “Dal gesto alla forma” presso la Peggy Guggenheim Collection Intanto buon marzo e, se scovo qualcos’altro, vi aggiorno.
Annunci