E’ vero a Venezia c’è tantissima paccottiglia e, se si vuole comprare qualcosa di tipico, spesso si è scoraggiati e si va via a mani vuote. Allora ecco una proposta, sicuramente originale e tipica: Piedàterre.

Qualche giorno fa ero alla ricerca di un regalo per un’amica che ha comprato finalmente una casetta a Venezia, e non volevo il solito vaso o una cornice d’argento (ritieniti fortunata, tu che sai).

Così sono entrata da Piedàterre a Rialto e mi si è aperto un mondo. Intanto il negozio si trova a San Polo 60, guardando il Ponte di Rialto sulla destra, un po’ nascosto dietro ai chioschi.

Piedaterre Furlane
Piedaterre Furlane

Il negozio propone le furlane, che sono molto di più che scarpe/pantofole perché, accessorio molto glamour, possono essere usate nelle occasioni più disparate anche in base al materiale scelto. Le tradizionali, in velluto, le vedrete anche ai piedi di più di un gondoliere.

Recuperando tradizioni antiche e realizzandole ancora in maniera artigianale, oggi hanno scelto anche la via della sostenibilità riutilizzando materiali di pregio.

Oggi come allora, le suole sono costruite con vari materiali (dalle tele dei sacchi di juta ai materiali più ecologici della modernità) e cartone; per renderle più resistenti e impermeabili, vengono completate saldando sul fondo copertoni di bicicletta (oggi su alcuni modelli anche in versione prestampata sui calchi destra/sinistra). Le tomaie un tempo erano generalmente di panno o fustagno per la settimana, di velluto per i giorni di festa. Oggi vengono realizzate con una grande varietà di tessuti e cromie. 

Il nome deriva dal fatto che dal principio vennero realizzate a partire dall’800 nelle campagne friulane e in Carnia dalle donne utilizzando materiali riciclati, per creare una calzatura da utilizzare nella bella stagione. Dal Friuli nel primo dopoguerra le furlane arrivarono a Venezia e furono subito molto amate: anche grazie al fatto di essere antisdrucciolo e quindi adatte ad essere usate in barca senza rovinare la vernice di gondole e altre imbarcazioni.

Ce ne sono di molti tipi, tutte con nomi estremamente evocativi: ad esempio le Rimbaud sono il modello più conosciuto realizzate con sacchi di iuta, provenienti dal commercio di caffè, tele, cartoni riciclati e copertoni di bicicletta usati per la suola; velluto di puro cotone e riciclo di tessuti di camicia per la tomaia. Oppure le Savoy realizzate utilizzando sete e damaschi provenienti da tessuti di arredo. Per i bimbi ci sono le Audrey arricchite da laccio e fibia, perfette non solo a casa ma anche per qualche paggetto nelle cerimonie. A me piacciono molto anche le Salomé, particolari per contrasti o abbinamenti cromatici.

Furlane da Piedaterre
Furlane da Piedaterre

Se date un’occhiata al profilo instagram di Piedàterre potrete trarre ispirazione per l’utilizzo non solo in casa ma soprattutto fuori casa

Oltre alle furlane, ho visto in negozio altre cose carine come delle belle borse realizzate sempre artigianalmente.

Unica avvertenza: le furlane creano dipendenza, quindi vi toccherà tornare a Venezia per un nuovo acquisto.

 

 

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