Gondole e gondolieri che cantano: sembra un’ immagine tipicamente veneziana. Poi ascolti e ti accorgi che i gondolieri e i cantanti, imbarcati sulla gondola per un piccolo tour della città, cantano canzoni che spesso non hanno nulla a che fare con Venezia ma rimandano a Roma, Napoli, ect.

Venezia, gondole e nebbia
Venezia, gondole e nebbia

Sono così andata in cerca di canzoni veneziane, per capire se ce ne sarebbero da cantare e valorizzare, e mi sono imbattuta nel bellissimo programma di Radio Tre -File Urbani: in questo programma si raccontano le storie della città del mondo attraverso la musica locale (veramente un gioiello).

Allora ecco una piccola carrellata delle canzoni presentate: buon ascolto!

Il racconto comincia con “E mi me ne so ndao”, canzone che, più che di Venezia, racconta delle sue isole, del suo estuario. La canzone si conosce anche con il titolo di “Peregrinazioni lagunarie” e l’origine risale al XVII secolo. Un tipico botta e risposta tra barcaioli su rive vicine.

La riscoperta di questo canto e la sua popolarità in Venezia sono dovute ad una studiosa di canto popolare veneziano, Luisa Ronchini, bergamasca trapiantata in laguna, nel 1965. La sua prima divulgazione in campo nazionale fu nel 1970 quando la RAI presentò un documentario sui “Tiepolo” dei quali in quell’anno furono allestite mostre favolose nella Villa Manin di Passariano (Ud) e, per l’incisione, a Udine (Sergio Piovesan).

Si passa poi ad un meraviglioso pezzo di Gualteri Bertelli “Nina”, canzone di lotte e di impegno politico che raccontano la Venezia negli anni ’60.

Sugli stessi temi della contestazione è “Giudecca” Albero D’Amico del 1973.

E i fioj se ciàman l’epatite in mes’ ai pantan de la Giudecca; Cipriani se magna la bisteca e da le case ne vò sfratà.

Entrambe le canzoni lontanissime dalle immagini della Venezia da cartolina ma molto toccanti.

Di gondolieri parlavamo prima ed ecco una canzone emblematica (e il giornalista suggerisce che nella canzone si sente profumo di vino e di “fritoin”)

 

E se pensiamo alla musica veneziana, non possiamo a pensare a Vivaldi. Il giornalista Toni Iop suggerisce un ascolto della “Privavera” di Vivaldi interpretata da Raymond fol: eccezionale!

Con questa invece si può dire che sono praticamente cresciuta: si tratta di “Marieta, monta in gondoa” qui nella versione cantata da Carla Boni: atmosfera genuina, lingua molto meno ma tanto folcloristica.

Molto più genuine le canzoni dei Pitura freska con l’indimenticabile “Marghera” con il “tormentone”Marghera sensa fabriche saria piu’ sana 
’na jungla de panoce pomodori e marijuana. 

Sonorità veneziane si ritrovano anche nella canzone “Gioco di bimba” del gruppo veneziano de Le Orme.

Straniante ma estremamente coerente invece l’immagine che il compositore Luigi Nono in “Omaggio a Vedova” ci rimanda dell’amico pittore.

Colori della lotta e dell’impegno ritornano nella musica di Stefano Zabeo, musicista veneziano nel brano “I don’t agree!” (contenuto nell’album “TBB & Friends”, 2012), suonato dalla The True Blues Band feat. Stefano Zabeo. E’ un brano scritto in memoria di Peppino Impastato.

Insomma, c’è ancora tanto da scoprire e forse dovremmo cominciare e riscoprirlo e a valorizzarlo.

 

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